Università degli Studi di Napoli Federico II

Dipartimento di Studi umanistici

Sezione di Filologia moderna: italianistica, letterature europee e linguistica

 

 I nostri antenati


Francesco Torraca

(Pietrapertosa [Potenza], 1853 - Napoli, 1938)

Docente nei licei, poi funzionario del Ministero della Pubblica Istruzione; infine professore di Letteratura comparata e successivamente di Letteratura italiana all’Università di Napoli dal 1902 al 1928

Lucano di nascita, Francesco Torraca venne a Napoli nel 1869 per gli studi liceali, ma fu subito attratto dalla fama di Luigi Settembrini e dalle sue lezioni di letteratura italiana. Si iscrisse a Ingegneria per abbandonarla subito dopo aver cominciato a frequentare assiduamente i corsi di Francesco De Sanctis (Manzoni, ‘scuola liberale’, Mazzini e ‘scuola democratica’, Leopardi) sulla letteratura italiana del secolo diciannovesimo, rendicontati con tanta precisione e puntualità da dar sostanza all’edizione crociana del 1897 della Letteratura italiana nel secolo XIX. Laureatosi nel 1876, insegnò letteratura italiana nei licei Domenico Cirillo e Vittorio Emanuele II di Napoli, e subito dopo in un istituto tecnico romano, avviando nello stesso tempo una stagione intensa di studi, soprattutto di storia letteraria napoletana, e così dando sostanza a quello che per lui era l’autentico magistero desanctisiano, basato su una prassi critica che contemperava il giudizio estetico a severissime indagini storiche e filologiche. Nel 1888, mentre dava alla luce altri tre volumi, di cui uno interamente dedicato all’Arcadia di Sannazaro, fu nominato prima Provveditore agli studi della provincia di Forlì quindi Ispettore centrale del Ministero della Pubblica Istruzione, Capo Divisione delle Scuole normali e infine Direttore generale dello stesso Ministero. Recensore infaticabile e polemista pugnace, trovava proprio nelle recensioni e negli spunti polemici lo sprone giusto per dare il meglio di sé: ancora fondamentali restano, infatti, i suoi saggi-recensioni ai Malavoglia di Verga e all’edizione 1913 dell’Entrée d’Espagne curata da Antoine Thomas (considerato imprescindibile dal più autorevole studioso del poema franco-italiano, Alberto Limentani), apparsi, il primo, nel desanctisiano Il Diritto. Giornale della democrazia italiana il 9 maggio 1881, il secondo negli Atti della R. Accademia di Archeologia, Lettere e Belle Arti di Napoli del 1917. Per confutare una delle tesi centrali del libro di Giovanni Alfredo Cesareo sulla poesia dei Siciliani (La poesia siciliana sotto gli Svevi. Studi e ricerche, Catania 1894), secondo la quale la poesia di epoca federiciana avrebbe subito meno influssi stranieri rispetto a quella degli anni di Manfredi, iniziò un biennio di ricerche sulle fonti provenzali della Scuola siciliana, postillando fittamente i primi due volumi dell’edizione diplomatica del Vaticano latino 3793 curata da Alessandro D’Ancona e Domenico Comparetti (postille raccolte in Aniello Fratta, Le fonti provenzali dei poeti della Scuola siciliana. I postillati del Torraca e altri contributi, Firenze 1996): ne scaturirono gli Studi su la lirica italiana del Duecento, usciti a Bologna nel 1902. Nello stesso anno assunse la cattedra di Letteratura comparata e successivamente quella di Letteratura italiana nell’Università di Napoli. A partire dal 1903, dopo il triennio 1899-1901 dedicato quasi per intero a commentare la Commedia, i suoi interessi furono assorbiti sempre più da Dante (occupandosene soprattutto nella forma desanctisiana della ‘lettura’), probabilmente spinto dal segreto desiderio di dimostrare che anche in un territorio particolarmente insidioso e impegnativo come quello degli studi danteschi fosse possibile un metodo di lavoro critico che coniugasse la paziente e meticolosa ricerca storica e filologica con il giudizio estetico. E questo proprio in quel primo decennio del secolo che vide infiammarsi la polemica tra ‘storicizzanti’ ed ‘estetizzanti’, sicché il lavoro critico di Torraca diventava il miglior antidoto, anche perché applicativo, agli estremismi di desanctisiani acquisiti (attraverso Croce), spesso frutto di fraintendimenti sia della lezione di De Sanctis sia di quella del suo celebre allievo indiretto. Nel 1920 fu nominato senatore. Morì a Napoli il 15 dicembre 1938.

Bibliografia essenziale. — Quinto Ennio. Le storie fiorentine del Machiavelli, Napoli 1876; Luigi Settembrini. Notizie, Napoli 1877; Intorno a l’orazione di G. Pontano a Carlo VIII, due epistole di G. Pontano e F. Caracciolo, per nozze Romano-Pignatari, Roma 1881; Gl’imitatori stranieri di Iacopo Sannazaro. Ricerche, Roma 1882 (2a ed., ivi 1882); Studi di storia letteraria napoletana, Livorno 1884; La Congiura de’ Baroni e il primo libro della «Storia d’Italia» di Camillo Porzio, con prefazione e note, Firenze 1885; Saggi e rassegne, Livorno 1885; Manuale della letteratura italiana ad uso delle scuole medie, 3 voll., Firenze 1886-87; Poemetti mitologici de’ secoli XIV, XV e XVI. Parte prima: I. Il Ninfale Fiesolano, II. Il Driadeo d’amore, Livorno 1888; La materia dell’Arcadia del Sannazaro. Studio, Città di Castello 1888; Discussioni e ricerche letterarie, Livorno 1888; Luigi Settembrini, Epistolario, con prefazione e note, Napoli 1892; Fatti e scritti di Ugolino di Buzzola, per le nozze D’Ancona-Cassin, Roma 1893; Noterelle dantesche, nozze Morpurgo-Franchetti, Firenze 1895; Nuove rassegne, Livorno 1895; Di un commento nuovo alla «Divina Commedia», Bologna 1899; Il canto XXVI del «Purgatorio» letto nella Sala di Dante in Orsanmichele, Firenze 1900; Le donne italiane nella lirica provenzale, Firenze 1901; Studi su la lirica italiana del Duecento, Bologna 1902; Il canto XXVII dell’«Inferno» letto nella Sala di Dante in Orsanmichele, Firenze 1902; La «Divina Commedia» di Dante Alighieri nuovamente commentata. «Inferno» e «Purgatorio», Milano-Roma-Napoli 1905; Walter Scott alla Badia di Cava, Napoli 1906; Giosuè Carducci, commemorato da F. T., Napoli 1907; La «Divina Commedia» di Dante Alighieri nuovamente commentata. «Paradiso», Milano-Roma-Napoli 1907; Scritti critici, Napoli 1907; Per Francesco De Sanctis, Napoli 1910; Appendice al volume III del Manuale della letteratura italiana. Seconda metà del secolo XIX, con illustrazioni, Firenze 1910; Studi danteschi, Napoli 1912; Per la biografia di Giovanni Boccaccio. Appunti con i ricordi autobiografici e documenti inediti, Milano-Roma-Napoli 1912; Nuovi studi danteschi nel VI centenario della morte di Dante, Napoli 1921; Studi di storia letteraria, Firenze 1923; Aneddoti di storia letteraria napoletana, Città di Castello 1925; Scritti vari raccolti a cura dei discepoli, Milano-Napoli 1928. ~ Opere in rete.

[A. Fratta]


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30.11.2010